Selinunte: Settesoli pronta a sponsorizzare il Parco Archeologico, Regione senza regolamento

Vittorio Sgarbi è saltato su tutte le furie quando ha capito che un’azienda vitivinicola come la Settesoli vorrebbe da tempo sponsorizzare Selinunte, Parco Archeologico più grande d’Europa, ma non può per alla Regione Sicilia manca un vero e proprio regolamento in cui l’Ente Parco possa ricevere uno sponsor per Selinunte. Il commento di Vittorio Sgarbi non si è fatto attendere e dal suo profilo di Facebook ha posta una foto della bellissima Selinunte con un commento unico: inettitùdine s. f. [der. di inetto, sul modello del rapporto atto – attitudine; il lat. ineptitudo -dĭnis aveva il sign. di «sciocchezza, buffoneria»(leggi l’articolo del Corriere cliccando qui) Mancanza di attitudine a un determinato ufficio, lavoro o esercizio: i. a un mestiere; o mancanza di qualsiasi capacità, dappocaggine: è stato trasferito per (la sua) inettitudine; i. al comando, incapacità di ricoprire funzioni direttive, spec. in ambito militare. (dal Dizionario Treccani).

ph. Flavio Leone - Editore di Castelvetranoselinunte.it

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Ecco quanto riporta l’articolo di Sergio Rizzo per il Corriere della Sera: “Da quindici mesi, Vito Varvaro, uno dei più grandi produttori vinicoli d’Italia e presidente della Cantine Settesoli, cerca inutilmente di sponsorizzare il Parco Archeologico di Selinunte. Cerca senza riuscirci, infatti, la Regione Siciliana ha sentenziato che non si può accettare una sponsorizzazione in mancanza di un regolamento regionale sulle sponsorizzazioni che sarà cura della Regione emanare. Quando, non è dato sapere.

E dire che Selinunte di soldi ne avrebbe bisogno eccome, forse anche più di altri beni culturali siciliani. Non fosse altro perché quel sito archeologico che aspira a essere inserito fra i patrimoni dell’umanità, e negli anni passati non ha certo subito un trattamento coerente con tale ambizione, anche accerchiato com’è da un micidiale abusivismo, è rimasto escluso dal piano finanziario regionale d’intervento riservato ai luoghi che hanno il bollino Unesco o sono in attesa di riceverlo. Ma tant’è. La burocrazia prevale anche sul buonsenso”.

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