Credito Giovani: dopo Garanzia Giovani il Governo studia formule alternative

I giovani sono sempre sotto la lente d’ingrandimento del Governo italiano, dopo i recenti aiuti INPS con la formula Garanzia Giovani, il Governo Italiano sta studiando formule di contributo e finanziamento per i più giovani. A parlare in tal senso è stato il ministro Poletti che ha ammesso di quanto stiano a cuore le sorti dei Giovani nel nostro paese annunciando: “Da gennaio partirà un progetto specifico legato al sostegno al credito per i giovani”.

garanzia-giovani-polettiGiuliano Poletti, Ministro del Lavoro, ha fatto questo annuncio, in occasione della firma a Venezia di una convenzione per i servizi per l’impiego. Poletti ha poi spiegato che il progetto sarà relativo alla “possibilità di finanziamenti, da cinquemila a cinquantamila euro, restituibili in sette anni senza interessi”. Poletti, Ministro del Lavoro, qualche giorno fa sul progetto Garanzia Giovani ha riferito: “Abbiamo chiesto di confermare e stabilizzare il programma Garanzia Giovani, perché è un programma che è importante: stiamo ottenendo risultati positivi”. Giuliano Poletti ha ricordato che “quasi un milione di giovani si sono registrati” al programma Garanzia Giovani, che a suo parere deve diventare “l’infrastruttura per le politiche attive nel nostro Paese”.

Sul Credito Giovani e Garanzia Giovani, il Ministro Poletti ha anche ribadito il suo pensiero sul contratto a tempo indeterminato: “Il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti deve strutturalmente e stabilmente costare meno dei contratti a termine e dei contratti precari: il danno passato è che i co.co.pro. costavano meno e comportavano meno vincoli, per cui ci sarebbe stato da stupirsi se il dato fosse stato il contrario, rispetto all’85% di nuovi contratti registrati. Noi abbiamo fatto allora la cosa più ragionevole, prevedendo una decontribuzione forte il primo anno per scalfire questa abitudine di non assumere a tempo indeterminato: pur con una riduzione, questa decontribuzione sarà confermata anche quest’anno e, presumibilmente, anche per il prossimo. Per il terzo anno, comunque, confermeremo l’impianto che un contratto a tempo indeterminato costi stabilmente meno di un contratto a termine. Abbiamo non a caso già tolto dalla base imponibile per l’Irap il costo del lavoro a tempo indeterminato e credo che questo sia uno degli elementi più positivi che abbiamo introdotto”.

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