Fedez tra i rifugiati: con Unicef Italia al confine con la Siria “

Fedez in Siria tra i rifugiati, racconta la sua esperienza con molta passione. Il rapper ha avuto modo di toccare con mano un’incredibile realtà.

Fedez: “Sono stato al confine con la Siria, ho ascoltato molte storie, le ho viste attraverso i loro occhi. Un viaggio molto significativo, forse il più importante della mia vita. Entrare in contatto con un mondo così lontano dal mio, potermi rendere utile. E’ un compito davvero importante, spero di riuscire a fare qualcosa di buono per loro insieme a Unicef. Resta la consapevolezza che, al ritorno, quello che deve ringraziare sono io”.

Fedez in Siria tra i rifugiati, racconta la sua esperienza con molta passione. Il rapper ha avuto modo di toccare con mano un'incredibile realtà.

Fedez in Siria tra i rifugiati, racconta la sua esperienza con molta passione. Il rapper ha avuto modo di toccare con mano un’incredibile realtà.

Fedez in Libano ha portato con sè tutto quello che serve per fare un vero e proprio studio di registrazione. “In questo modo i bambini potranno non solo entrare a contatto con la musica, ma imparare gli aspetti tecnici del mestiere. Con la speranza che possano aiutarli, un giorno, a fare della musica una professione”.

Fedez, attraverso il suo profilo di Facebook, racconta una storia particolare del suo viaggio a Beirut. Ecco una parte del racconto di Fedez su Fatima.

“Il ragazzino, era in realtà una ragazzina di nome Fatima, costretta a nascondere il proprio sesso per necessità lavorative. Vengo così a sapere che Fatima lavora in un peschereccio e che per lei assomigliare a un bambino, oltre che a darle lavoro, la può salvaguardare da possibili abusi e/o rapimenti. Fatima mi racconta della convivenza con sua madre e di come sia lei l’unico componente della famiglia a provvedere al mantenimento della donna: gli eventi l’hanno costretta ad abbandonare la scuola in prima elementare e a non riprendere mai più gli studi. Quando le chiedo qual è il suo sogno più grande, mi risponde:”tornare ad essere una bambina”.

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