Lapo Elkann: cos’ha combinato il rampollo di casa Agnelli?

Nuova vicenda giudiziaria che ha visto protagonista Lapo Elkann. Il rampollo di casa Agnelli avrebbe simulato un rapimento e per questo è stato arrestato dalla polizia di New York e rilasciato. Cos’ha combinato Lapo Elkann? Secondo tre giornali “scandalistici” statunitensi, il trentanovenne, nipote di Gianni Agnelli, avrebbe trascorso un fine settimana da “sballo”.

Lapo Elkann arrestato a New York per simulazione di reato, avrebbe simulato un rapimento. Era in compagnia di un trans di 29 anni

Lapo Elkann arrestato a New York per simulazione di reato, avrebbe simulato un rapimento. Era in compagnia di un trans di 29 anni

Pare infatti, secondo quanto viene riportato dalle cronache americane, dalla giornata di giovedì scorso, Lapo Elkann avrebbe trascorso in compagnia di una escort ore d’intimità e di “sballo”. Avendo terminato i soldi a sua disposizione, secondo le fonti, per l’acquisto di droga, Elkann avrebbe chiesto alla escort, un transessuale di 29 anni, di anticipargli il denaro necessario per acquistare altra “materia”. Da lì la simulazione del rapimento e della richiesta di 10 mila euro.

Sempre secondo quanto riferito, una persona vicina alla famiglia avrebbe contattato la polizia, che portando la finta somma di denaro doveva venire a capo del rapimento. Invece la polizia ha scoperto che tutto era finto e che ad aver progettato il tutto, era stato Lapo Elkann. Per lui è scattato l’arresto salvo poi essere stato rilasciato. La escort invece è stata “liberata” da qualsiasi pendenza. Il caso è stato chiuso immediatamente e Lapo sarà costretto a comparire davanti ad una Corte americana per il reato di simulazione di rapimento. Il rampollo di casa Agnelli non è nuovo a salire alla ribalta, qualche anno fa, rischiò di morire.

Infatti nel 2005 fu salvato in extremis da un’overdose di droga in un appartamento di Torino dopo una notte in compagnia di una transessuale. Mentre nel 2014, fu vittima di un ricatto da parte di un fotografo e di un cameriere che gli avevano chiesto soldi per non diffondere un filmato in cui avrebbe sniffato cocaina.

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