Le Iene servizio Pecoraro: “La mafia rurale siciliana” / Video

Nella puntata de Le Iene di domenica 19 febbraio 2017 su Italia 1, Gaetano Pecoraro ha nuovamente realizzato un servizio dal titolo “La mafia rurale siciliana”. Oggi l’inviato de Le Iene, non nuovo ad inchieste del genere ha fatto, attraverso il proprio profilo di Facebook, un vero e proprio riassunto di quanto esposto attraverso il servizio messo in onda, ieri sera, domenica 19 febbraio.

Nella puntata de Le Iene del 19 febbraio 2017 su Italia 1, Gaetano Pecoraro ha nuovamente realizzato un servizio dal titolo "La mafia rurale siciliana".

Nella puntata de Le Iene del 19 febbraio 2017 su Italia 1, Gaetano Pecoraro ha nuovamente realizzato un servizio dal titolo “La mafia rurale siciliana”.

Ecco il racconto di Pecoraro: “Quattro mesi fa ero andato in Sicilia per indagare sulla cosiddetta mafia rurale. Una mafia arcaica, penserete. E invece no. Stiamo parlando di un’organizzazione criminale molto sofisticata che, grazie all’aiuto di colletti bianchi, riusciva a mettere le mani sul piatto ghiottissimo dei fondi europei destinati all’agricoltura. Stiamo parlando di miliardi di euro. Soldi che in teoria dovevano servire per lo sviluppo di un settore che in Sicilia potrebbe trainare l’economia”.

Un giorno però cambia la storia. Boss e reggenti incontrano sulla loro strada un uomo di nome Giuseppe Antoci, presidente del Parco dei Nebrodi (un posto stupendo che consiglio a tutti di andare a visitare!).  Antoci, come presidente del parco, cambia alcune regole, soprattutto una: obbligare chiunque faccia domanda di accesso ai fondi europei per la propria terra (non importa di quale importo si parli) a essere sottoposto a un controllo antimafia. Si scopre, così, che la stragrande maggioranza delle imprese che per decenni hanno preso i soldi europei sono legate a “cosa nostra”. Ma con le nuove regole di Antoci chi viene beccato non potrà più accedere al fondo. Insomma, i rubinetti si chiudono. E da qui comincia il casino. Antoci subisce un brutto attentato che solo grazie alla scorta non andrà a segno.

A pochi giorni dal fattaccio decido di andare a vedere con i miei occhi. Ma a differenza di altri che hanno parlato di questa storia mi metto alla ricerca dei possibili autori dell’attentato. Voi penserete che sia pazzo. Che sia una cosa difficile se non impossibile. Eppure lungo questa pista mi imbatto in personaggi, molti incensurati, che oggi, a quattro mesi dal mio racconto, sono stati arrestati. Uno di questi mi diceva, mostrandomi le mani, che se proprio apparteneva a una mafia era quella della fame. Lo stesso si scopre oggi essere colui che per imporre il controllo mafioso agli altri agricoltori era capace di aggressioni di ogni genere, compreso staccare l’orecchio a morsi a un imprenditore nella piazza centrale del paese.

Vedi il servizio di Gaetano Pecoraro a Le Iene di domenica 19 febbraio 2017 su Italia 1 “La mafia rurale siciliana” cliccando qui.

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