Una storia da cantare: Fabrizio De André / Replica Prima Puntata

La prima puntata di Una storia da cantare si è aperta con l'omaggio a Fabrizio De André

La prima puntata di Una storia da cantare si è aperta con l’omaggio a Fabrizio De André. Del noto cantautore sono stati analizzati e affrontati tutti gli aspetti caratteristici della sua arte. In particolare il forte legame che lo univa alla sua città Genova. Hanno condotto Enrico Ruggeri e Bianca Guaccero.

Protagonista della prima delle tre puntate, sabato 16 novembre 2019, è Fabrizio De André, pietra miliare dei cantautori italiani, artista rivoluzionario e sempre attuale. I suoi brani appartengono a tutti, sono un patrimonio nazionale a cui anche il mondo accademico ha aperto le porte, e che al tempo stesso rappresenta un universo da scoprire per i più giovani.

In diretta dall’Auditorium Rai di Napoli, il cantautore e storyteller Enrico Ruggeri e Bianca Guaccero hanno messo insieme parole e note, aneddoti e curiosità, filmati e testimonianze. Ma anche canzoni e momenti memorabili, per narrare la vita di un artista che sapeva guardare il mondo con occhi diversi.

Tanti gli ospiti in studio, per raccontare Faber, così come amava chiamarlo: la storica compagna Dori Ghezzi. La persona che con lui ha condiviso la vita ed ha svelato il lato più intimo dell’uomo e del cantautore.

Gli altri ospiti sono stati: Massimo Ranieri, la PFM, Paola Turci, Nek, Morgan. E poi Loredana Bertè, Lino Guanciale, The André, Elena Sofia Ricci, Anastasio, Ornella Vanoni e Willie Peyote. Amici, colleghi, big e giovani cantanti che hanno evocato la carismatica figura dell’artista interpretando dal vivo i suoi brani più belli. ostenuti da una grande band diretta da Maurizio Filardo.

In particolare Dori Ghezzi ha parlato del suo rapporto con Fabrizio De André svelando dettagli ancora sconosciuti della loro vita in comune. Il racconto è affidato ad Enrico Ruggeri.

Tratto da Comunicati – Ufficio Stampa Rai

Una storia da cantare: Fabrizio De André / Replica Prima Puntata

Articolo a cura di
Gianfilippo Bonanno