Coronavirus: scuole chiuse fino all’1 marzo, tutte le regioni interessate

in molte regioni per l'emergenza coronavirus molte rimarranno chiuse fino alla prossima settimana

L’emergenza legata al diffondersi in Italia del coronavirus ha di fatto condotto le autorità a chiudere le scuole italiane, al momento non tutte le regioni sono destinatarie del provvedimento di chiusura. Il buon senso è sempre quello di rimanere aggiornato con notizie provenienti da fonti ufficiali ed accreditate.

Come riporta il portale di uno dei siti più visitati in Italia, ilMessaggero,it: “Aule chiuse per oltre tre milioni di studenti in Piemonte, Lombardia, Liguria, Veneto, Emilia Romagna, Trentino-Alto Adige e Friuli Venezia Giulia. Le scuole rimarranno chiuse fino al primo marzo, ma entro il fine settimana decideranno se prolungare o riaprire”.

Il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina ha tenuto a precisare: “Sono costretta a ripeterlo, in questa fase alimentare false notizie sulla chiusura delle scuole è da irresponsabili. Le decisioni vengono prese e comunicate dalle autorità competenti. Il consiglio è questo: ascoltare solo le fonti ufficiali”.

Discorso diverso per le gite scolastiche. Il divieto riguarda tutte le attività scolastiche d’Italia: “I viaggi d’istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche comunque denominate, programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado sono sospese fino al 15 marzo 2020”.

Le università del nord seguiranno alla lettere quanto stabilito dalle autorità: “Al Nord le Università hanno sospeso le attività per questa settimana. È rinviato l’esame di Stato per l’abilitazione alla professione medica, previsto per il 28 febbraio”.

Per quanto riguarda le scuole, nelle ultime ore, alcuni sindaci di comuni non inclusi nel provvedimento di chiusura delle autorità, hanno emanato la chiusura fino a sabato. Decisioni che non hanno trovato d’accordo il Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte che ha detto: “Tutti devono seguire le indicazioni che imponiamo a livello nazionale. Non è possibile che ognuno vada per la propria strada. Nelle zone che non sono focolaio del virus non si giustifica la chiusura delle attività scolastiche”.