Bonus 600 euro INPS: caos sul sito, dati sensibili alla portata di tutti

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Dalla mezzanotte è partita la “caccia” al bonus di 600 euro erogato dall’INPS per le categorie previste dal decreto “Cura Italia”. Grossi problemi riscontrati dagli utenti e soprattutto un errore nel sistema che ha messo alla luce tantissimi dati sensibili.

Ecco quanto riporta il portale de Le Iene raccogliendo tantissime testimonianze sul caso.

Da oggi per i liberi professionisti è possibile richiedere il bonus di 600 euro del decreto “Cura Italia”. Peccato però che, quando si va sul sito dell’Inps per compilare la domanda, si aprano pagine di altri ignari utenti, zeppe di dati personali riservati

Da oggi per autonomi e professionisti delle casse previdenziali private è possibile richiedere il bonus di 600 euro previsto dal decreto “Cura Italia”. E così in moltissimi, sin dalle prime ore del mattino, si sono precipitati sul sito dell’Inps, per compilare la domanda e ottenere il bonus concesso dal Governo.

E in tantissimi stanno segnalando quanto siamo in grado di mostrarvi nel video sopra: sul sito del’Inps c’è un bug che permette di visualizzare moltissimi dati sensibili di altri ignari utenti. Una volta entrati nel portale Inps, clicchiamo su “entra in my Inps”. Che le credenziali siano già salvate o vengano messe in tempo reale, cliccando su quel tasto si apre una pagina profilo: peccato che non sia la nostra. È la pagina di un certo Luciano V. Proviamo a cliccare uno qualunque degli altri tasti di quella pagina, ad esempio “anagrafica” e ancora si apre sì l’anagrafica, ma quella di un secondo utente. È la pagina di Bruno A., del quale possiamo vedere tutti i dati sensibili: dal codice fiscale all’indirizzo di casa, dalla mail al cellulare privato.

Decidiamo di andare sul tasto “bacheca”, aspettandoci di vedere le informazioni di Bruno A., ma ancora una volta ad aprirsi è una nuova pagina profilo, quella di una terza utente: Roberta B. Cliccando sul tasto “la tua posizione fiscale”, che dovrebbe mostrare debiti con l’Istituto, rateizzazioni, etc., si accede a una nuova pagina, e ancora una volta non quella che ci saremmo aspettati di vedere. È la pagina di Marzia C. E così all’infinito, per decine e decine di volte.

Una miniera di dati sensibili e riservati, insomma, dei quali un male intenzionato saprebbe bene che uso fare. Un bug clamoroso, che apre un grande interrogativo sulla garanzia che i nostri dati più delicati sappiano essere protetti, on line. Oggi è pesce d’aprile, ma scherzo peggiore, sicuramente, gli ignari utenti coinvolti non avrebbero saputo immaginarlo, anche se siamo certi che di scherzo non si sia trattato.

L’avvocatessa Cathy La Torre ha definito il bug dell’INPS “la più grande violazione dei dati personali mai avvenuta in Italia”, e ha annunciato che “ci sarà la più grande class action d’Italia contro l’INPS. Garantito”.

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