Fase 2 Coronavirus: niente autocertificazione per sport, passeggiate e lavoro

no autocertificazione

Niente autocertificazione, il nuovo modulo è scaricabile qui, per chi effettuerà attività motoria individuale, per le passeggiate e per chi dovrà recarsi a lavoro. L’autocertificazione invece servirà per chi dovrà spostarsi per andare a trovare i congiunti. Per i lavoratori basterà esibire all’eventuale controllo delle forze dell’ordine il tesserino da lavoratore o una lettera dell’azienda.
Mascherina obbligatoria solo quando non si potrà mantenere la distanza. Resta obbligatoria l’uso della mascherina sui mezzi pubblici, nei negozi e quando si effettuano visite ai congiunti.

Una circolare dal Viminale firmata dal capo di Gabinetto del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi a meno di 24 ore dall’avvio della Fase 2 Emergenza Coronavirus.
Una serie di precisazioni per chiarire meglio agli italiani le misure che entreranno in vigore dalla mezzanotte di oggi. Attività fisica, spostamenti, congiunti, rientri a domicilio, attività produttive che tornare ad aprire.
Un vero e proprio chiarimento a seguito delle tante lamentele dei giorni scorsi.

La novità è rivolta agli atleti di sport di squadra a potersi allenare ma sempre in maniera individuale: “È consentita, anche agli atleti e non, di discipline non individuali, come a ogni cittadino, l’attività sportiva individuale, in aree pubbliche o private, nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri e rispettando il divieto di ogni forma di assembramento”.

Spostamenti. “Dovrà essere affidata ad un prudente ed equilibrato apprezzamento che conduca ad un’applicazione coerente delle disposizioni contenute nel Dpcm sulla Fase 2. Nella circolare la spiegazione del termine congiunti: “I coniugi, i rapporti di parentela, affinità e di unione civile, nonché le relazioni connotate da ‘duratura e significativa comunanza di vita e di affetti, come stabilito da una sentenza della Cassazione del 2014”.

Le precisazioni nella circolare del Viminale riguardano anche le attività produttive in apertura dal 4 maggio. Le aziende non dovranno più inviare ai prefetti richieste di autorizzazione o la comunicazione preventiva per la ripresa delle attività produttive industriali e commerciali. Il sistema sulla verifica della sussistenza delle condizioni per la ripresa viene sostituito con un regime di controlli sull’osservanza delle prescrizioni contenuti nei protocolli in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro.

Circolare Viminale ai prefetti sulle misure Fase 2