Fase 2 18 maggio: le regole per i ristoranti, novità per le spiagge. Il documento del CTS

18 maggio riapriranno i ristoranti

I ristoranti potranno riaprire il prossimo 18 maggio in diverse regioni. Il Comitato Tecnico Scientifico in un verbale (scaricabile nel link posto in questo articolo) ha racchiuso una lunga relazione sui dati medico-scientifici e sulle dovute precauzioni da far rispettare in questa fase 2. I Ristoranti pertanto riapriranno ma i gestori dovranno attenersi al rispetto di tutte le misure imposte. Sono state messe a punto le modalità da parte del Governo che dovranno essere rispettati dai gestori e dai clienti.

Le regole da rispettare nei ristoranti che riapriranno dal prossimo 18 maggio:

  • Prenotazione obbligatoria per gestire meglio la presenza dei clienti nel locale. In molti casi ci saranno dei turni ad orario da rispettare.
  • I tavoli, all’aperto nel periodo estivo e obbligatoriamente dotati di gel igienizzanti, dovranno essere posizionati ad una distanza tra loro che potrebbe superare i due metri.
  • Obbligo di mascherina per andare in bagno o alla cassa.
  • Obbligo di mascherina per camerieri.
  • Le posate con ogni probabilità saranno usa e getta come del resto anche i bicchieri.

SCARICA IL VERBALE DEL COMITATO TECNICO SCIENTIFICO

Tema spiagge è nel mezzo di dibattiti e discussioni. La soluzione che sembra prendere sempre più forma è quella relativa alla distanza tra gli ombrelloni che dovrebbe essere di almeno 3.5 metri. Il settore balneare delle spiagge sarà deciso dalle regioni di appartenenza.

Pare che ogni governatore regionale deciderà la riapertura, al Sud e sulle isole nelle seconda metà di giugno dovrebbe iniziare la stagione balneare. L’uso delle mascherine è obbligatorio per andare alla cassa e per utilizzare i servizi igienici. Per consentire ai gestori degli stabilimenti balneari il rispetto del distanziamento fra gli ombrelloni saranno concessi diversi metri di spiaggia in più.

In Sicilia pare che saranno concessi 50 metri lineari ad ogni lido. Le spiagge libere sono ancora tutto un enigma: la soluzione potrebbe essere presa a discrezione da ogni regione, l’ipotesi più plausibile sembra essere quello di un servizio regionale dedicato al controllo nelle spiagge libere.

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