Serie A: il 18 maggio riprenderanno gli allenamenti di gruppo. La Lega propone la ripresa del campionato il 13 giugno

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Giornata importante per la stagione sportiva 2019/2020 del campionato di Serie A, da un lato il ministro Spadafora che dopo l’intervento al Senato, oggi si è reso protagonista di un ulteriore intervento alle Camere sulla ripresa degli allenamenti di squadra a partire dal prossimo 18 maggio. Ormai manca poco e con ogni probabilità le squadre potranno tornare sul campo di gioco in gruppo. Intanto la Lega Calcio ha proposto alle squadre una data per la ripresa del campionato, che stando al rientro con gli allenamenti di gruppo del 18 maggio, potrebbe avvenire il prossimo 13 giugno. Riprendere da dove si era terminato per terminare il 2 agosto. 12 giornate di campionato più alcune partite da recuperare.

Ecco il comunicato ufficiale della Lega Serie A: “La Lega Serie A ribadisce, nel rapporto con i licenziatari dei diritti audiovisivi 2018-2021, la necessità del rispetto delle scadenze di pagamento previste dai contratti per mantenere con gli stessi un rapporto costruttivo. Per quanto riguarda la ripresa dell’attività sportiva è stata indicata, in ossequio alle decisioni del governo e in conformità ai protocolli medici a tutela dei calciatori e di tutti gli addetti ai lavori, la data del 13 giugno per la ripresa del campionato. L’assemblea ha inoltre indicato il dottor Nanni della società Bologna per rappresentare nella Commissione medico scientifica della Figc le istanze delle Società, che saranno previamente informate in sede assembleare”.

L’intervento del Ministro dello Sport, Spadafora alle Camere: “Capisco che sebbene la mia delega riguardi tutto il mondo dello sport ci sia un’attenzione particolare per il calcio. Sono consapevole dell’importanza sociale del calcio, ma anche del fatto che sia una delle industrie più importanti ed è un valore aggiunto per il nostro Paese. Il dibattito politico si è inasprito in maniera incomprensibile, la priorità degli italiani è quella della salute e del lavoro. Per la ripresa degli allenamenti, sono arrivati i rilievi del Cts sul protocollo: quarantena delle squadre in caso di nuovi positivi, responsabilità dei medici sportivi, necessità che i tamponi non vadano a discapito dei cittadini”.

Poi il ministro ha proseguito: “C’è incertezza sull’argomento l’abbiamo riscontrata all’estero, tra gli opinionisti, i giornalisti, i presidenti, i giocatori. Perché la quarantena obbligatoria per tutta la squadra, se una cassiera positiva in un supermercato non blocca l’azienda? I calciatori stanno a contatto e non si possono utilizzare mascherine”.

“Per quanto riguarda la Germania, invito tutti a considerare il caso della Dinamo Dresda, finita in quarantena per 15 giorni. Non possiamo dunque sottovalutare il problema. Solo qualche settimana fa diversi giocatori sono finiti in quarantena”.

Spadafora ha concluso: “Vogliamo riaprire il campionato per farlo concludere, il tutto però in sicurezza. La necessità di terminare il torneo deriva da ragioni sportive ed economiche che conosco, soprattutto per i diritti tv. Ma devo dare risposte a tutti gli altri sport, anche quello di base”.

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