Serie A: Spadafora accelera, Malagò frena, modello Bundesliga non convince tutti

malagò frena, spadafora accelera la ripartenza della serie A

La ripartenza della Serie A si appresta ad entrare nel giorno decisivo, il 28 maggio infatti, governo, CTS e calcio saranno protagonisti in un vertice che stabilirà definitivamente il futuro della stagione calcistica 2019/2020. Ieri il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora ha accelerato ed ha dato speranza alle società di calcio per poter ripartire finalmente dopo i lunghi mesi di lockdown. Ieri sera, in diretta, nel corso della trasmissione Che Tempo che fa, Giovanni Malagò, presidente del CONI, ha frenato sulla presunta ripartenza della campionato del 13 o 20 giugno. Il Comitato Tecnico Scientifico analizzerà il protocollo redatto dalla FIGC e Lega Serie A e si pronuncerà in maniera definitiva sulla ripartenza. Rimane sempre aperta l’ipotesi dei PlayOff e Playout anche se molte società di Serie A non sono d’accordo su tale ipotesi.

Il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora vuole seguire il modello tedesco, unico, la Bundesliga è fra i maggiori campionati europei ad essere ripartita. Spadafora vuole che le televisioni che detengono i diritti televisivi trasmetteranno in chiaro un canale di diretta goal.

Malagò (CONI) a Che Tempo che fa domenica 24 maggio

Per quanto riguarda l’ipotetica ripartenza della Serie A dal 13 o 20 giugno, Giovanni Malagò, presidente del CONI, ha dichiarato: “I tedeschi hanno trovato un accordo con le tv per le partite in chiaro, hanno messo d’accordo i calciatori di seconda e terza serie. Da noi invece ci sono molti punti interrogativi. Starò sempre dalla parte del calcio giocato, però non deve diventare un obbligo. Non è così scontato che tutto finisca bene: c’è stato il provvedimento playoff-playout ma la partita è aperta”.

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Il numero uno del CONI ha proseguito: “L’ultimo Consiglio Federale ha demandando alla Figc una serie di responsabilità come quelle sulla giustizia sportiva e sui format dei campionati. La deroga è stata coraggiosa ma corretta. La Lega Dilettanti, un movimento mostruoso, forte di questa situazione ha già preso una decisione, e si sa esattamente cosa succede: si fermano. Gli altri sono rimasti a metà del guado”.