Serie A: – 1 al giorno X, domani vertice decisivo. Bologna torna alle sedute individuali per presunto caso di coronavirus

Serie A oggi vertice per la ripartenza

Quando tutto lasciare pensare ad un vertice più che sereno, quello che si svolgerà domani alle 18:30 per la ripartenza della Serie A, una notizia sconvolge il mondo del calcio italiano: un presunto caso di positività al coronavirus all’interno del gruppo del Bologna, tornato da pochissimo ad allenarsi in gruppo. Una nota della società bolognese ha di fatto portato il tecnico Mihajlovic alla sospensione delle attività di gruppo. In casa Bologna si torna alle sedute individuali. Dato che sarà sicuramente messo a “verbale” dal Comitato Tecnico Scientifico che domani sarà un invitato importantissimo nel vertice che si terrà per stabilire il futuro della stagione agonistica 2019/2020 della Serie A.

Nella giornata di ieri il CTS ha diramato una nota ufficiale con la quale ha ribadito che il periodo di quarantena per calciatori e personale risultati positivi rimane di due settimane di quarantena. Precisando che il dimezzamento di tale periodo è frutto solo ed esclusivamente di una richiesta inserita nel protocollo dalla FIGC e dalla Lega Calcio Serie A.

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C’è grandissima attesa per il vertice di domani che si svolgerà alle 18:30 e vedrà per la prima volta sedersi ad un tavolo tutte le componenti calcistiche, politiche e sanitarie dall’inizio dell’emergenza coronavirus.

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La nota di ieri del CTS: “È comparsa sulla stampa nazionale, sostenuta da alcuni noti rappresentanti del mondo del calcio la notizia che il Cts avrebbe concordato con le autorità sportive, prime tra tutte la Figc e la Lega Calcio, non solo le procedure e i protocolli per la riapertura del campionato, ma anche la riduzione del possibile periodo quarantenale a cui sottoporre calciatori e personale della squadra risultati positivi al test diagnostico per la presenza del virus SARS-CoV-2 o i loro contatti più stretti, ipotizzando una sola settimana di quarantena precauzionale, anziché due settimane universalmente riconosciute.

Non esistono alternative a quanto rappresentato in ogni sede, per ogni tipologia di attività e per ogni tipo di soggetto, relativamente alla ripresa di tali attività, nel pieno rispetto delle norme vigenti e dell’evidenza scientifica che tali norme hanno contribuito a generare”.