Sicilia in zona rossa, c'è l'ok del governo, da lunedì 18 fino al 15 febbraio

Come anticipato dal nostro portale nella giornata di ieri, la Sicilia rischia seriamente di essere dichiarata dal proprio governatore regionale, “Zona Rossa”. L’appello lanciato dal CTS siciliano con una relazione. Alto il numero dei contagi in relazione ai tamponi effettuati.

Gli alti numeri dei contagi ed i focolai in diverse province siciliane potrebbero portare il governo regionale a drastiche decisioni sulle misure da adottare nei prossimi giorni. Nella serata di ieri si è svolta una riunione straordinaria del Comitato Tecnico Scientifico della Sicilia con la presenza degli assessori Razza e Lagalla. Le decisioni sono attese nella giornata di oggi. Non vengono escluse restrizioni maggiori di quanto stabilito dal governo centrale. Preoccupano i contagi che sono saliti al 17,3%. Decisioni che trapelano anche per l’avvio delle scuole che in Sicilia potrebbero slittare di qualche settimana. Probabile il rientro in Sicilia per gli studenti alla fine del mese di gennaio.

IN AGGIORNAMENTO…

Nella giornata di ieri, giovedì 7 gennaio, la relazione del CTS siciliano è al vaglio del presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci. Il comitato tecnico scientifico della Sicilia consiglia tre settimane di “zona rossa”. L’aumento dei contagi e la percentuale fra tamponi effettuati e positivi al covid preoccupano, nelle prossime ore sono previste riunioni del governatore della regione e con gli assessori Razza e Lagalla. Intanto da domani la Sicilia, secondo quanto disposto dal governo centrale per tutta l’Italia sarà “arancione”.

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Aggiornamento Ansa: “Il ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia, firmerà in serata una nuova ordinanza che andrà in vigore a partire da domenica 10 gennaio fino a venerdì 15 gennaio, data in cui scadrà il DPCM. Passano in area arancione le Regioni Calabria, Emilia Romagna, Lombardia, Sicilia e Veneto”.